Atene, la verità e la DAD

Un antico proverbio greco diceva che non ha importanza trovarsi a 100 km da Atene o ad 1 km da Atene, in entrambi i casi non ci si trova ad Atene. Postulando l’immagine della città non raggiunta essi volevano riferirsi alla verità, non è importante avvicinarsi alla verità, ma è importante raggiungerla, finché non lo si sarà fatto, si vivrà nella falsità. Oggi con la DAD è come essere in vista di Atene senza essere ad Atene, la DAD non è scuola. Comincio a sentire colleghi che da più parti elogiano la DAD, anzi pare che in tale modalità il profitto e l’attenzione migliorino. Mi permetto di dire che quando l’emergenza sarà finita, dovremo fare i conti con la nostra mancata lungimiranza, ricordiamoci che le colpe dei padri ricadono miserevolmente sui figli, sempre. Permettetemi un’ultima riflessione, pare che oggi, l’unico criterio per prendere delle decisioni sia quello scientifico, la scienza è diventata la nuova religione, si pensa che essa contenga delle verità, ma Popper ci ricorda che essa procede per congetture, e che il più delle volte può dimostrare delle falsità. Insomma la nuova religione si fonda su congetture, su ipotesi che sono in attesa di conferme o smentite. La fede nel Dio immutabile ed eterno è stata sostituita dalla fede in una sottocategoria della conoscenza (la scienza) che è per sua stessa natura congetturale.

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